Vigneto veneto, l’analisi di Veneto Agricoltura

VIGNETO VENETO, DAL “TRITTICO” DIAGNOSI DI BUONA SALUTE, NONCHÉ CARICO E ANTICIPATO.

Per il vigneto veneto sarà un’annata anticipata e di medio-alta produzione. Non vengono segnalati grossi problemi fitosanitari, per ora. I dettagli emersi questa mattina in occasione del primo Focus del Trittico Vitivinicolo, tradizionale progetto di Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav, Crea-VE e Università di Padova. Il ricordo di Bepi Catarin.

“Nel Veneto si sta delineando una buona annata vitivinicola, ma non posso nascondere le preoccupazioni dell’intero comparto legate a quelle che potranno essere nell’immediato futuro le risposte dei mercati, sia nazionale che internazionale. Le difficoltà dovute alla pandemia per Covid19 stanno infatti investendo l’intero settore agricolo, ma per il comparto del vino, visto che solo l’export nella nostra Regione vale oltre due miliardi euro, le difficoltà possono diventare grandi preoccupazioni. Per questo motivo la Regione Veneto ha già deciso di implementare le risorse da destinare alla promozione dei nostri vini nei Paesi terzi”. Lo ha detto l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, intervenendo al primo focus del Trittico Vitivinicolo, iniziativa promossa da Veneto Agricoltura, con RegioneAvepaArpavCREA-VE e Università di Padova, svoltasi questa mattina – con grande partecipazione di operatori – online sulla piattaforma Zoom a causa delle restrizioni dovute all’emergenza per Coronavirus.

“Nella nostra Regione – ha confermato Alberto Negro, Commissario straordinario di Veneto Agricoltura – l’annata vitivinicola 2020 potrebbe dare grandi soddisfazioni ai produttori dato che, al momento, la situazione nei vigneti si presenta quasi ovunque buona sotto il profilo fitosanitario. Sarà quasi sicuramente una vendemmia anticipata di qualche giorno rispetto al 2019 e soprattutto medio-alta sotto il profilo quantitativo”. Con queste primissime anticipazioni si è aperto questa mattina online l’ormai storico Trittico Vitivinicolo Veneto 2020, attesissimo evento che coinvolge gran parte degli operatori del settore. E proprio per questo è stato per tutti forte il ricordo della recente prematura scomparsa di Bepi Catarin, già responsabile regionale del settore vino, al quale verrà dedicata una borsa di studio, ha segnalato l’Assessore Pan, mentre Veneto Agricoltura ha deciso di titolargli proprio il “Trittico”, progetto del quale Catarin fu forte sostenitore e attivo partecipante.

Come accennato, al momento il vigneto veneto mostra di essere in buona salute, la vegetazione si presenta quasi ovunque sana e non si evidenziano problemi di peronospora, una delle patologie che maggiormente preoccupa i viticoltori. Qualche ansia in più viene invece provocata dalla flavescenza dorata e soprattutto dalla virosi del Pinot Grigio, visto che alcuni vigneti di Glera risultano aggrediti da questa malattia. Comunque, la fotografia complessiva per quasi tutte le varietà di uva presenti nelle diverse aree vocate del Veneto è soddisfacente, tanto che le prime indicazioni – come ha ricordato Diego Tomasi, del CREA-VE, intervenuto all’incontro online – confermano che quella del 2020 non sarà certo un’annata “scarica”, ovvero con poca produzione, a parte per il Pinot Grigio e probabilmente per alcuni vitigni a bacca nera.

Vediamo, in sintesi, qual è la situazione, ad oggi, nelle diverse province del Veneto.

I preziosi vigneti della Valpolicella si presentano in buone condizioni, lo ha rimarcato anche Olga Bussinello, direttrice del Consorzio di Tutela. Sotto il profilo fitosanitario la situazione è soddisfacente e non si registrano particolari patologie. Bisognerà però valutare quali saranno le eventuali conseguenze sulle uve dovute alle abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni. Anche la grandine ha colpito localmente diversi vigneti, in particolare nel Comune di San Pietro in Cariano, ma fortunatamente gli ettari interessati sono “solo” circa 150. Buone le attese anche sotto il profilo quantitativo, con una produzione che dovrebbe posizionarsi nella media degli anni più interessanti.

La fatica deve ancora iniziare, ricorda invece Aldo Lorenzoni direttore del Consorzio del Soave, ma la situazione in vigneto è al momento serena, nella norma e priva di particolari preoccupazioni di carattere fitosanitario. Le precipitazioni sono giunte fortunatamente “tranquille”, senza cioè quelle pericolose bombe d’acqua che più volte si sono viste in passato o peggio ancora le dannose grandinate. Anche sotto il profilo quantitativo l’annata 2020 nell’area del Soave si presenta interessante, casomai bisognerà intervenire nella selezione dei vigneti per le DOC.

Situazione positiva anche nel vicentino, in particolare per i vitigni a bacca bianca, Garganega e Sauvignon su tutti; leggermente in sofferenza le varietà precoci Pinot e Chardonnay, per le quali si prevede un lieve calo della resa. Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio di Tutela Colli Berici e Vicenza, ricorda che anche per il Tai Rosso la stagione si annuncia favorevole con una buona uniformità e conformazione dei futuri grappoli. Qualche difficoltà nelle diverse fasi fenologiche è stata registrata per il Cabernet. La vendemmia potrebbe iniziare con 7-10 giorni di anticipo rispetto allo scorso anno. Fortunatamente le piogge di questi giorni hanno ripristinato le riserve idriche e soprattutto non sono stati registrati fenomeni grandinigeni.

Nell’area dei Colli Euganei – i partecipanti via Zoom hanno riservato un particolare saluto alla Cantina di Vo, presente il tecnico Roberto Toniolo, per le vicende del Coronavirus -, le piogge degli ultimi giorni hanno fortunatamente alleggerito una situazione che si stava pericolosamente complicando. Infatti, nei vigneti non serviti da irrigazione artificiale gli effetti della siccità cominciava a farsi sentire. Il lato positivo di questa prolungata carenza idrica – ricordiamo che sui Colli padovani non pioveva da fine marzo, come ha evidenziato Francesco Rech, del Servizio Meteorologico dell’Arpav, nella sua esaustiva relazione dedicata all’andamento meteo del primo semestre 2020 – è dato dall’assenza quasi totale di particolari patologie in vigneto, con la conseguente drastica riduzione dei temuti interventi fitosanitari. Il quadro complessivo è comunque eccellente sia sotto il profilo della sanità delle uve che fenologico. Si stanno ora organizzando i monitoraggi con l’uso delle trappole per capire come e quando intervenire. Qualche preoccupazione arriva, anche in quest’area, dalla virosi del Pinot Grigio che sta interessando soprattutto i nuovi impianti di Glera. I tecnici evidenziano comunque che i grappoli delle uve dei vigneti dei Colli Euganei si stanno formando in maniera omogenea. Si prevede però un calo della produzione dovuta sia alla già citata siccità, sia ad un abbassamento delle temperature registrato ad inizio aprile che hanno interferito con il germogliamento, non solo delle varietà precoci (Chardonnay) ma anche del Pinot Grigio, della Glera, del Merlot e dei rossi in genere, per i quali si prevede un calo produttivo anche del 20%.

Ad oggi, nel Veneto Orientale, un vigneto in così buone condizioni non si vedeva da molti anni, parola di Stefano Quaggio direttore del Consorzio Vini Venezia. Dispiace per quei vigneti colpiti nei giorni scorsi da una violenta grandinata, in particolare nei Comuni di Godega Sant’Urbano e Codognè, distrutti anche per l’80-90%. L’anticipo di 8-10 giorni, rispetto allo scorso anno, della ripresa vegetativa annunciato nei giorni scorsi è stato dunque rallentato dall’ondata di piogge degli ultimi giorni. Questo comunque non sta compromettendo un quadro complessivo assolutamente soddisfacente, considerato che nell’area del Veneto Orientale al momento non si registrano particolari patologie, a partire da quelle più temute quali la peronospora e l’oidio. Anche qui si segnala piuttosto la presenza della flavescenza dorata, contro la quale però si sta intervenendo con la lotta obbligata prevista dalla Regione Veneto. Le produzioni di Pinot Grigio, Tocai, Lison, Raboso e delle altre varietà tipiche dell’area del Veneto Orientale si annunciano dunque nella norma, considerato che la legagione post fioritura è al momento buona, con grappoli allungati. Sotto il profilo quantitativo l’annata 2020 potrebbe essere leggermente inferiore rispetto al 2019.

Anche i vigneti dell’estesa area di produzione del Prosecco DOC (Glera), che da Vicenza si estende fino Trieste, si presentano ad oggi in buona salute. I 180 quintali per ettaro previsti dal disciplinare – ha ricordato Andrea Battistella del Consorzio Prosecco DOC – dovrebbero essere raggiunti, nonostante si evidenzi una fertilità inferiore rispetto allo scorso anno, soprattutto nel trevigiano e nell’area di Conegliano, ma le dimensioni dei grappoli sono eccezionali, raggiungendo in alcuni casi addirittura i 30 cm. Queste due annotazioni fanno dunque pensare che le rese saranno quest’anno nella norma. È interessante notare come questa minor fertilità della Glera abbia radici lontane, nello specifico nell’andamento climatico negativo registrato nel mese di maggio 2019, momento in cui le gemme si differenziavano. Le conseguenze sull’annata 2020, in particolare nei sistemi di allevamento a Sylvoz, si evidenziano con una scarsità di grappoli presenti nella parte superiore della vegetazione e una forte concentrazione nella parte finale dell’archetto, corrispondente alle gemme che si sono differenziate nell’ultima parte di maggio – inizio di giugno 2019, quando le condizioni climatiche erano mutate. In sostanza, le gemme corrispondenti all’8^, 10^, 12^ gemma dell’archetto sono quelle che quest’anno risultano essere le più fruttifere, a conferma di come la natura sia andata di pari passo, quasi giorno per giorno, con le condizioni meteorologiche dello scorso anno. Purtroppo, le precipitazioni di questi giorni non consentono di difendere il vigneto dalla peronospora, per cui non resta che incrociare le dita e attendere il sole.

La registrazione dell’evento sarà disponibile sui profilo Social di Veneto Agricoltura

Fonte: Ufficio stampa Veneto Agricoltura

Autore dell'articolo: admin

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